Materiali didattici

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Materiali didattici:

l Kite o ala, si chiama così perchè Kite in inglese significa aquilone.

Nel corso degli anni in cui questo sport si è sviluppato i materiali e le geometrie delle ali hanno fatto enormi progressi rendendole più affidabli, precise, veloci e sicure.

I kite si dividono per lo più in due categorie, quelli a cassoni e quelli gonfiabili.

I kite a cassoni hanno una struttura flessibile e nessun supporto strutturale. La loro forma viene data perchè sono composti da celle che si gonfiano con il vento che li tiene in forma. Un sistema di briglie funge da attacco per i cavi (o linee) e contribuiscono alla tenuta in forma dell’ala. Sono aquiloni molto leggeri e questa caratteristica contribuisce e mantenerli in volo anche con venti leggeri. Sono ali ottime anche per l’utilizzo a terra per la pratica ad esempio dello snowkite. Non avendo una struttura di supporto di alcun tipo, in caso di impatto al suolo i danni saranno praticamente nulli.

I kite gonfiabili invece sono delle ali che hanno una struttura a camere d’aria (bladders) che, una volta riepita  ne conferisce una forma caratteristica e da corpo alla struttura impedendo il collasso in caso di vuoto di vento. Inoltre, le ali gonfiabili galleggiano in acqua in caso di caduta. Questo permette la completa autonomia in caso di ripartenza che può avvenire in tutta tranquillità dall’acqua. Le ali gonfiabili, sono più veloci e precise e sono ottimali per l’utilizzo nel kitesurf.

I kite gonfiabili ora si sono evoluti in una serie di modelli che rientrano nella categoria di IBRIDI e nascono dall’evoluzione delle strutture SLE o Bow-Kite. Questo tipo di ali ha una forma più “piatta” e questo viene garantito da un sistema di briglie che supporta la Leading Edge (LE) ( o bordo di entrata dell’aria) e ne massimizza la superficie esposta. Le briglie hanno in molti casi un sistema di carrucole sulle linee posteriori che permette un cambiamento di assetto dell’ala in modo più agevole ed immediato. Hanno in genere 4 cavi ma in alcuni casi ne possono avere 5. Questo sistema consente anche di “assorbire” raffiche di vento particolarmente sostenute.

…immagine…

Nel disegno qui sopra puoi vedere quali sono le parti che compongono il kite.

  • Bordo di entrata: o LeadingEdge, è il bordo del kite dal quale entra il flusso di vento
  • Bordo di uscita: è il bordo dal quale fuoriesce il flusso d’aria
  • Bladder principale: è la camera d’aria che fornisce supporto alla LeadingEdge e dà la forma a “C” al kite
  • Bladders secondari: sono le camere d’aria che forniscono rigidità alla struttura trasversale al kite
  • Punti di attacco: sono i punti di congiunzione delle briglie al kite. Alle briglie vengono attaccate le linee tramite un nodo a bocca di lupo
  • Front line: sono le linee che producono la trazione del kite e sono quelle che vengono direttamente connsesse al trapezio, quindi sono i due cavi che connettono te al tuo kite
  • Back line: sono le linee che si attaccano al boma o barra, tramite l’azione sul boma tiri o rilasci le linee per modificare la portanza dell’ala e farla ruotare

Il kite viene comandato in ogni suo movimento dalla barra. La barra è costituita da diverse parti, come puoi vedere dall’immagine qua sopra.

La parte principale è il boma che costituisce la barra vera e propria dove vengono appoggiate le ma mani del kiter per imprimere i comandi all’ala.

La struttura può essere di fibra di vetro o di carbonio ed è rivestita di materiale antiscivolo per assicurare la presa.

Alle due estremità del boma vengono assicurate le backlines che sono i cavi che vengono collegati alle estremità destra e sinistra dell’ala. Tirando dal lato destro ad esempio, si va a esercitare una pressione sulla backline destra che riduce portanza al lato destro dell’ala e ne comanda la rotazione. Più deciso è il movimento più stretto sarà il raggio di curva dell’ala.

Al centro del boma vi è un foro che permette il passaggio del depower. Il comando del depower viene agganciato al trapezio e alle frontlines. Diventa quindi parte del collegamento sulle linee di trazione, cioè sul quale il kite esercita trazione. Il depower è un comando che permette di dare potenza all’ala o di depotenziarla. Questo avviene perchè il depower agisce sul bordo di uscita dell’ala e quando lo si allenta, portando le braccia verso l’ala, si fa in modo che le linee posteriori (backlines) si allentino diminuendo l’incidenza dell’aquilone. Immagina di mettere un foglio di carta di traverso rispetto al vento: la forza del flusso te lo strapperebbe dalle mani con una certa forza, forza che andrebbe diminuendo man mano che riduci l’angolo di esposizione del foglio, fino quasi ad annullarsi se in posizione parallella al flusso.

Sul depower si trova uno dei dispositivi di sicurezza della barra, si tratta di una sorta di spoletta che in caso di pericolo, permette di eliminare ogni vincolo tra l’ala e la barra che si trova agganciata al tuo corpo attraverso il trapezio. Se ti trovi in una situazione di pericolo e lascare il depower non è sufficiente puoi tirare questa “spoletta” e sganciarti eliminando il vincolo con le frontlines. Il kite a questo punto collasserà e rimarrà attaccato a te solo attraverso il leash di sicurezza.

Il leash di sicurezza è un dispositivo che ti permette di non perdere l’ala nel caso in cui venga attivato il dispositivo di sicurezza posto sul depower. L’ala viene sganciata ma rimane sempre legata a te per non perderla. Nel caso in cui, una volta effettuata questa manovra, ci sia ancora una situazione di pericolo, anche il leash ha un sistema di sgancio di sicurezza che ti permette di eliminare definitivamente ogni vincolo con l’ala. A questo punto però non avrai più nessun legame al kite che sarà libero di volarsene via.

Le frontlines diventano quindi il comando del depower che viene connesso a te tramite il chicken loop. Il chicken loop è un anello in materiale plastico che può essere rigido o flessibile. E’ il vero e proprio anello di congiunzione tra te e l’ala. Il chicken loop si attacca al gancio del trapezio per fare in modo da scaricare la forza della trazione dell’ala sul tuo corpo e non sulle tue braccia.

Ogni ala ha di solito la sua barra perchè la lunghezza dei cavi è diversa e deve essere calibrata in base al kite alla quale viene abbinata.

I cavi del kite o linee possono avere lunghezze che vanno da 20 a 28 metri e sono realizzati in materiale sintetico come il dynema ed il kevlar. Hanno carichi di rottura altissimi.

La tavola nel kitesurf è l’attrezzo che ti permette di planare sull’acqua. Esistono sostanzialmente due scuole di pensiero per quel che riguarda le tavole da kite: quella che predilige la tavola bidirezionale e quella che predilige la tavola monodirezionale.

Chi arriva dal wakeboard o dallo snowboard è più propenso a scegliere una tavola bidirezionale, cioè dove la punta e la coda sono uguali nella geometria. La tavola bidirezionale permette la conduzione allo stesso modo da entrambe le direzioni. Sono tavole in genere molto sottili e galleggiano appena, per questo hanno bisogno di venti più forti e velocità sostenute (o ali più grandi) per garantire la planata. Le loro dimensioni vanno dal metro al metro e mezzo circa, mentre la largezza va dai 30 ai 50 cm circa, la loro costruzione è a sandwich (come gli snowboard per capirci, hanno una serie di strati incollati uno sull’altro). Non hanno dei veri r propri attacchi ma un paio di pads con degli straps nel quale si infilano i piedi. I pads sono di material morbido per attutire i colpi e garantire un buon comfort. Le tavole twintip (doppia punta) sono le uniche utilizzate nel freestyle. Hanno delle piccole pinnette sul fondo per agevolare la bolina limitando lo scarroccio. In realtà però nelle tavole twintip è il bordo sopravento a fare da pinnetta e limitare lo scarroccio.

Le tavole bidirezionali invece sono preferite da chi arriva dal surf da onda o dal windsurf. La loro dimensione va raramente sotto al metro e quaranta e può superare i due metri. Sono tavole ottime per la velocità e planano bene anche in condizioni di vento debole. Talvolta hanno 3 straps per fare in modo che in caso di virata o strambata il kiter possa cambiare la posizione dei piedi come nel windsurf.

Durante la pratica del kitesurf è indispensabile l’utilizzo del trapezio. Il trapezio è una “cintura” che permette di scaricare la fora di trazione dell’ala sul tuo corpo per fare in modo che questa forza non venga esercitata sulle tue braccia.

E’ costituio per lo più da materiali come il neoprene ed ha una chiusura in velcro gestita da una banda elastica per permetterne la migliore vestibilità e per per impedirgli di salire verso il tuo petto. Sulla parte frontale si trova un gancio in acciaio collegato ad una barra nascosta spesso da un’imbottitura. E’ qui che va assicurati il chicken loop.

Esistono due tipologie di trapezio, una a fascia e una a seggiolino. Il trapezio a fascia si indossa come una fascia di quelle per motociclisti e altro non è che un anello che cinge il tuo corpo. Il trapezio a seggiolino invece si indossa come un paio di shorty e alcuni modelli hanno rivestimenti in lycra per essere infilato proprio come un pantaloncino. Il trapezio a seggiolino scarica la trazione dell’ala all’atezza del tuo addome e essendo impossibilitato a salire risulta essere più gestibile dai principianti.

Ogni trapezio ha in dotazione un piccolo coltellino, solitamente nascosto in una taschina. Questo si rivela necessario nelle condizioni in cui sia necessario, in caso di estrema emergenza, tagliare le linee del tuo kite o del kite di qualcuno in difficoltà.

Essendo il trapezio un componente dell’attrezzatura che devi “indossare” assicurati che sia comodo e comfortevole. E’ di solito la prima parte di attrezzatura che chi inizia a praticare il kite acquista. Per le prime lezioni te ne forniremo uno noi.

Il kite è uno sport acquatico… quindi potrebbe essere naturale pensare che si pratichi in boardshort…

Anche se in parte è vero, questa cosa vale solo nei periodi più caldi dell’anno e in particolari condizioni. Come ogni sport anche il kitesurf ha un suo abbigliamento tecnico nella maggior parte essenziale.

Il tuo corpo deve essere protetto da sole e abrasioni e, se le temperature lo richiedono, anche dal freddo.

Quando la temperatura dell’acqua è gradevole puoi praticare il kitesurf anche a torso nudo ma il trapezio potrebbe causarti un po’ di fastidio se a contatto diretto con la pelle, anche se i suoi materiali sono di ottima qualità e fattura, e in più, dovendo stare anche per ore in acqua, saresti esposto direttamente al sole. In queste condizioni puoi scegliere una maglietta in lycra, questi capi di abbigliamento sono leggeri, asciugano in fretta e offrono quel minimo di protezione alla abrasioni del trapezio. In più, in commercio ne puoi trovare di alcune che ti offrono una certificazione di protezione contro i raggi UV. Sono disponibili sia a maniche corte che lunghe.

Poi puoi indossare un paio di boardshort o un qualunque paio di shorty da mare, l’importante è che siano comodi, di un materiale che asciughi in fretta e che si abbinino alla tua ala e al resto della tua attrezzatura ;)

I tuoi piedi devono anch’essi essere protetti da due fattori: freddo e traumi in generale. Se fa freddo hai bisogno di un paio di calzari in neoprene che ti aiutino a mantenere calde le tue estremità inferiori. Ricorda che le mani e i piedi sono le prime parti del tuo corpo a raffreddarsi in caso di ipotermia. In secondo luogo, il kite lo pratichi guardando in su… e spesso ti capiterà di camminare nell’acqua, guardando l’ala, con un fondale assolutamente ignoto, in cui pietre, fauna marina, alghe potrebbero in qualche modo distrarti e disturbarti. Anche in questo caso i tuoi piedi possono essere protetti da un paio di calzari che in neoprene che abbiano una suola in gomma robusta e spessa. Con un paio di questi ai piedi non sbagli e se il fondo lo concede e te ne vuoi liberare… li puoi sempre togliere. Ricordati che gli straps della tua tavola li puoi regolare sia per i tuoi piedi nudi che in caso tu decida di indossare dei calzari.

Se le temperature di aria e acqua iniziano a scendere… ti devi coprire se vuoi fare kitesurf. E qui hai bisogno dell’aiuto di una muta. Se non fa ancora troppo freddo puoi utilizzare una shorty, quindi una muta completa ma con maniche e pantaloni corti. Le shorty sono mute di solito leggere e ti danno protezione dal freddo poco intenso ma mantengono al caldo il tuo busto dove il sangue si concentra quando fa più freddo. Ed inoltre hai sempre una protezione dal sole totale.

Se inizia a fare più freddo… ti devi coprire di più. In questo caso scegli una muta completa, quindi con maniche lunghe e pantaloni alla caviglia. Fai attenzione quando compri una muta. Spesso troverei stampati sopra al modello che provi dei numeri tipo 3.2 o 4.3 o 5.3, bene, questi sono i millimetri di spessore del neoprene con il quale la muta è costruita. Perché due numeri? Perché la muta può essere composta da neoprene di diversi spessori, di solito uno più grosso per la zona del busto e uno più sottile per gambe e braccia. Questo viene fatto per darti una muta sufficientemente calda ma meno ingombrante possibile. Se vuoi una muta “invernale”, quindi per acque sotto i 12 gradi devi per forza scegliere una muta da 5mm. Quando la provi è giusto che tu ti senta “costretto” dall’indumento. Una muta in cui passa aria e c’è spazio tra te e il neoprene è una muta della misura sbagliata. Dove passa aria può passare l’acqua e tu per rimanere al caldo non puoi avere acqua tra te e il neoprene. Comunque non ti preoccupare, una volta in acqua questo senso di costrizione sparirà.

Cerca di scegliere una muta per sport acquatici di scivolamento e, se possibile una muta da sub. Se bene possono sembrati uguali, sono costruite in modo diverso. I sub non hanno bisogno di tutta la libertà di movimento che è richiesta ad un kiter ed in più quelle da sub di solito hanno la zip anteriore ed il cappuccio.

Se il kite ti dovesse piacere a tal punto da non poterci rinunciare nemmeno alle temperature più basse, quello che devi avare è una muta stagna. Questo tipo di muta è più larga di una muta normale e permette di vestire sotto un abbigliamento caldo che rimarrà asciutto grazie a tutte le giunture stagne appunto. I polsini, gli elastici al collo e alle caviglie sono in materiale gommato che garantisce perfetta aderenza alla pelle e non permette l’ingresso all’acqua.

Oltre all’abbigliamento tecnico hai bisogno di alcuni accessori. Primi per importanza un buon paio di occhiali da sole. Proteggi gli occhi da acqua, sole e vento e potrai continuare a fare kite per molte ore senza alcun fastidio. Procurati un paio occhiale possibilmente studiati per sport acquatici. Perché? Punto primo: di solito galleggiano, punto secondo: hanno quasi sempre un laccio elastico al posto delle stanghette o la possibilità di applicarlo, terzo: hanno lenti idrofobiche che fanno scivolare via l’acqua e ti permettono di vederci attraverso anche in presenza di spruzzi. Non galleggiano? nessun problema! Procurati un portachiavi galleggiante e fissalo al laccetto e  magari sceglilo di un bel colore acceso.

Oltre agli occhiali ti potrebbe servire qualcosa per coprire la testa. Se fa freddo utilizza un passamontagna in neoprene, ricordati che la testa è una parte del tuo corpo che disperde moltissimo calore. Se invece ti vuoi riparare dal sole evita baseball cap, passeresti la giornata a sistemartelo in testa e finiresti per perderlo. Se hai questa esigenza cerca nei negozio specializzati dei cappellini fati per il kite che sono fatti di tessuto tecnico e quindi non si bagnano e hanno un cordino o un elastico che ti aiuterà a non perderli.

Per i guanti vale un po’ la stessa scelta dei calzari, se hai freddo scegline un paio con le dita coperte e di neoprene piuttosto grosso, senza ovviamente che questi intralci i tuoi movimenti. Se invece fa caldo ma vuoi più grip sulla barra allora puoi optare per un modello col le dita tagliate che ti aiuti a migliorare la presa su palmo e falangi.

Quando pratichi il kitesurf hai la possibilità, se ne senti l’esigenza, di indossare attrezzatura di sicurezza. Le parti che puoi proteggere sono in linea di massima due: la testa e il busto.

La testa la puoi proteggere con l’utilizzo di un casco, simile a quelli utilizzati nello snowboard, ma non imbottito ne rivestito in tessuto e molto leggero. Il caso ti offre protezione in caso di trick nel quale ci potrebbe essere la possibilità andare in collisione con la tavola ad esempio. Se utilizzi il leash che lega la tavola a te stesso, potrebbe verificarsi anche il fatto che, ad esempio durante una caduta, con un movimento tu imprima velocità alla tavola che, libera dai tuoi piedi ti potrebbe colpire.

Oltre alla protezione del capo, puoi sentire la necessità di proteggere il busto e qui entra in campo la impact vest. Si indossa come un giubbotto salvagente ma NON GALLEGGIA, o meglio ti offre un minimo supporto ma non ti tiene e galla. La impact vest ti protegge dagli stessi traumi del casco solo che lo fa per il busto.

In ultimo un dispositivo di protezione e salvataggio è rappresentato dal giubbotto salvagente. Quelli studiati appositamente per il kitesurf ti permettono ottima libertà di movimento, ti mantengono a galla ma NON ASSORBONO I COLPI, quindi il salvagente fa il salvagente, la impact vest fa la impact vest.

Quando pratichi il kitesurf ti ritrovi a dover gestire l’ala in funzione del vento. Il vento è la componente fondamentale di questa disciplina e conoscerne le caratteristiche è fondamentale. La tua ala vola in uno spazio definito che viene detto finestra del vento. La condizione principale ed essenziale per far volare la tua ala è quella di avere il vento alle tue spalle.

In questa situazione immagina di essere il perno di una corda che si può muovere liberamente lungo tutto il suo raggio d’azione. I movimenti che riusciresti ad ottenere descriverebbero un quarto di sfera. Ecco, questo quarto di sfera è la finestra del vento. Quest’area è composta da diverse zone, in ognuna di esse il tuo kite si comporta in modo diverso. Immagina di trovarti al centro di un orologio e i cavi del kite siano le lancette. alla tua sinistra trovi le ore 9, alla tua destra le ore 3 e dritto sopra la tua testa trovi le ore 12. Questo spazio descritto come un semicerchio verticale è detto “bordo finestra”. Il punto più alto sopra la tua testa è lo zenith. Il bordo finestra è considerata un’area sicura in cui far volare il kite è in quest’area infatti che avvengono le fasi di atterraggio e decollo. In tutta l’area del bordo finestra il kite ha trazione minima e talvolta, in condizioni di vento scarso l’ala può anche andare in stallo. Il bordo finestra viene anche utilizzato per l’entrata in acqua, se l’ala viene portata in questa zona è possibile, comandando la barra con una sola mano, farsi seguire dall’aquilone fino al punto in cui si desidera effettuare la partenza. Quando porti l’ala allo zenith l’incidenza dell’ala è minima, ed è appena necessaria per tenerla in volo. In questo spazio puoi portare l’ala verticale sopra di te e lascia andare la barra, potrai sentire che la trazione è praticamente nulla. L’area del bordo finestra viene detta “safe zone”.

La safe zone non ti permette di avere trazione necessaria a farti planare e quindi l’ala deve essere portata verso la parte detta “power zone”. Immagina l’orologio descritto prima, immagina le 12, o lo zenith e ora immagina di tracciare una linea che va dallo zenith alla parte di fronte a te più distante. Più scendi verso il basso più entri nella power zone. Nella power zone aumenti l’incidenza dell’ala fino a portarla al massimo punto di trazione, punto nel quale puoi immaginare l’ala in posizione perpendicolare rispetto alla direzione del vento. In questo modo l’ala ha la massima superficie esposta al flusso d’aria e oppone resistenza che viene trasformata in trazione. Nella pratica del kitesurf devi mantenere l’ala in una posizione all’interno della finestra del vento che ti consenta di avere la trazione necessaria per generare trazione. Per fare questo, una pratica fondamentale è quella di far compiere all’ala degli otto, per mantenerla sempre nella zona di incidenza ideale alle condizioni. In caso di vento debole è necessario mantenere l’ala in movimento per fare in modo che il vento apparente che viene generato ti aiuti a tenerla in volo. In condizioni di vento più sostenuto invece l’ala ha più autonomia di volo e riesce a rimanere in quota anche se mantenuta ferma, ad esempio allo zenith.

La massima forza di trazione si ha quando l’ala posta nella power zone viene fatta risalire verso lo zenith. Immagina di comporre una forma a otto, la trazione massima si ha quando l’ala compie la rotazione che la inizia a far risalire verso l’alto perché in questa posizione immagina di poter somare la massima incidenza dell’ala con il vento apparente che viene auto generato e ne accelera il movimento. Compiendo questo movimento in una zona sufficientemente alta è possibile ottenete una trazione verticale che permette di restare in aria un tempo sufficiente ad eseguire alcuni aerial tricks.

Quindi ricordati che nel momento in cui ti trovi con il vento alle spalle ti trovi esattamente nel centro di un quarto di sfera in cui la tua ala può volare. Se la muovi lungo il bordo l’ala avrà incidenza minima quindi trazione minima, se invece ti sposti verso il basso della zona davanti a te allora l’incidenza tenderà ad aumentare e ti troverai nella power zone.

Come qualunque altro natante spinto dall’azione del vento, anche con il kite è possibile gestire la direzione in funzione del flusso d’aria. Le andature sono: il lasco, il traverso, la bolina e la poppa.

Il lasco è l’andatura nel quale il vento arriva alle tue spalle quindi l’ala viene semplicemente “spinta” avanti dal flusso d’aria. Il traverso è l’andatura in cui il tuo kite viaggia perpendicolare al flusso d’aria mentre la bolina è l’andatura nel quale il tuo kite risale il vento sfruttando l’azione della tavola che fa da pinna.

La poppa è l’andatura che richiede maggiore esperienza in quanto si viene trascinati verso il kite perdendo potenza e quindi è obbligatorio un continuo movimento dell’ala in centro finestra per tenere i cavi in tensione

L’andatura ideale per i kite è il traverso perché è possibile sfruttare al meglio tutte le doti di trazione dell’ala.

Quando pratichi il kitesurf in luoghi diversi, è bene tu riesca a distinguere la condizione del campo anche in base alla direzione del vento. Abbiamo detto che per praticare il kitesurf ti devi porre con il vento alle spalle per ritrovarti con davanti la tua finestra del vento. Nella pagina delle andature puoi vedere come, una volta che ti sei posizionato con il vento alle spalle, puoi decidere la direzione sfruttando il flusso dell’aria e le caratteristiche dell’ala.

Il vento può arrivare dal mare, dalla spiaggia, o da qualunque altra direzione ma una distinzione è obbligatoria. Se il vento arriva dal mare allora tenderai ad essere spinto verso riva e per uscire dovrai bolinare. Questa condizione è pericolosa perché un manovra sbagliata ti potrebbe far finire dritto sulla terraferma. Il vento che viene da terra invece ti fa uscire agevolmente in acqua ma ti può portare ad allontanarti troppo, se hai la possibilità di avere un’imbarcazione d’appoggio allora i problemi diminuiscono notevolmente, altrimenti potresti in difficoltà nel rientrare a riva. La condizione migliore è quella con il vento di traverso, cioè quando il vento soffia parallelamente alla riva. In questa condizione puoi sfruttare le andature per muoverti perpendicolare alla riva.

Abbiamo capito che nella pratica del kitesurf il vento è la componente fondamentale, senza il quale dobbiamo rimanere a riva.

Nella pagina relativa all’anemometro troverai alcune indicazioni su scelta ed utilizzo di questo strumento ma è importante saper valutare, seppur a grandi linee, se è il caso di prendere mezza giornata di ferie e correre in spiaggia oppure aspettare per non ritrovarsi mezza giornata in spiaggia… a contare le conchiglie.

Il kitesurf lo puoi praticare a partire dai 10-12 nodi, in funzione anche della superficie dell’ala che hai scelto. Tieni presente questo è il limite minimo, quindi per uscire con vento che si aggira attorno ai 10 nodi dovrai prepararti a muovere molto l’ala per far in modo di tenerla su.

Qui sotto puoi trovare una tabella che ti indica la velocità del vento in km/h e in nodi ed in più ti fornisce una referenza ai segnali visivi che puoi osservare per capire, con relativa approssimazione, quanto vento c’è.

Ok, hai iniziato a fare kite, dalla prima volta che hai messo su l’ala passi il tempo a guardare le foglie degli alberi che si muovono o… SE si muovono. E’ naturale che tu abbia una curiosità accesa che ti spinge a capire se “oggi” è una buona giornata per il kite. Quando sarai più esperto non ti servirà più ma agli inizi un anemometro ti può essere di grande aiuto.

Su Ebay ne avrai visti a decine, con prezzi che oscillano tra pochi euro a centinaia. Se non vuoi perdere tempo a cercare ti do una buona dritta: ne esiste solo una per la quale vale la pena spendere, si tratta del Windmaster II.

Perché è un ottimo strumento? Perché ha le paline ingabbiate da una struttura che le protegge e soprattutto questo sistema ti permette di misurare il vento senza per forza metterti nella giusta direzione in cui soffia. Questa “gabbia” permette alle paline di ricevere il flusso da qualunque parte esso arrivo. Inoltre non ha mille funzioni, ne ha solo 3 ma sono quelle 3 che ti servono, ovvero, la velocità istantanea, la media e la velocità massima. Fine. Ultimo motivo per il quale lo potresti scegliere è che costa circa 65-70 euro e li vale davvero tutti. Ah… dimenticavo… un altro motivo per sceglierlo è che… Funziona! :)

Misura la velocità in Km/h, Mi/h e Knots o nodi.

Come funziona? E’ molto semplice. Lo accendi, lo prendi in mano per la parte inferiore e lo sollevi tenendolo il più possibile staccato dal tuo corpo e prestando attenzione di non trovarti tra l’anemometro e la direzione del vento. La misurazione è più accurata se viene effettuata in campo aperto, quindi se la fai dal balcone di casa e abiti in una via larga 3 metri o dal finestrino della macchina… diciamo che non vale.

Il kitesurf è uno sport che viene praticato in uno specchio d’acqua condiviso e quindi è necessario imparare le basi che regolamentano il traffico in acqua.

Di seguito ti elenco le norme che devi seguire quando pratichi questo sport.

  • Chiunque esce in mare, parte quindi dalla piaggia ha la precedenza su chi sta rientrando. Se vuoi rientrare in spiaggia ma vedi qualcuno che sta uscendo, devi dare precedenza.
  • Se incroci in mare un altri kiter ha la precedenza chi si trova con mure a dritta (chi quindi si trova con la mano destra in direzione di marcia o vola dalle h13 alle h15) su chi si trova con mure a sinistra ( chi quindi si trova con la mano sinistra in direzione di marcia oppure vola dalle h9 alle h11). Chi si trova con mure a sinistra deve cambiare traiettoria o passare sottovento.
  • Se vai più veloce di un altro kiter devi dare precedenza a chi è più lento. Devi quindi passare sottovento oppure cambiare direzione e tornare indietro.
  • Se incroci un altro kiter sopravento devi alzare l’ala il più possibile verso lo zenith, mentre chi si trova sottovento deve abbassare l’ala il più possibile.
  • Se stai surfando sopra un’onda hai la precedenza su chi sta andando nella direzione opposta o su chi sta saltando.
  • Se ti trovi in un’area adibita a spiaggia turistica devi dare la precedenza ad altri fruitori della piaggia e del mare ad essa antistante.
  • Se intendi fare un salto ti devi assicurare di avere un’area libera sottovento di almeno 50 metri e e sopravento di almeno 30 metri e nessuno in traiettoria.

Se osserverai con attenzione queste norme potrai surfare in sicurezza, tua e di chi si trova in acqua con te.